Twin Peaks – espressionismo nella small town americana3 min read

Come era stato promesso all’agente Cooper da Laura Palmer, Twin Peaks è tornato dopo 25 anni.

La grandezza della storia di Lynch e Frost non sta solo nella complessità e perfezione di questa serie da tutti i punti di vista possibili, ma anche nel fatto che in un solo prodotto -concepito come un film diviso in tante piccole parti- sono riusciti a rappresentare l’America nella sua più grande assurdità.

Oltre che essere stata una delle prime serie tv che segue il format di quelle odierne, Twin Peaks ha raccolto dentro sé più di un genere televisivo, partendo dal detective genre che dà inizio alla storia stessa, ovvero l’omicidio di Laura Palmer. Tuttavia l’assassinio di questa giovane è più un pretesto per fare un affresco di luci e ombre della società statunitense. Partendo dalla semplice ambientazione della small town, un topos quasi eccessivamente tipico nella cultura americana, basti pensare alla famosa Antologia di Spoon River di Edgar Lee Masters, Lynch smaschera quella facade di perbenismo, grandezza, purezza e perfezione di cui si riveste una piccola comunità come questa.

Nascosta nella natura, in mezzo alle montagne dello stato di Washington, questa cittadina è un luogo di tradimenti e criminalità e l’omicidio di Laura porta tutto quello che c’è di marcio a galla. Qui la natura, contrariamente a quanto accade in The Legend of Sleepy Hollow di Washington Irving, non sta proteggendo questa cittadina da un male esterno: il male è già al suo interno e l’ha irrimediabilmente infettata. Dato che la storia non è ancora terminata è difficile stabilire cosa siano la Loggia Bianca e la Loggia Nera della storia: generalizzando potrebbero essere il bene e il male in costante lotta tra loro. In parte si, ma forse ancora di più sono lo scontro fra le molteplici sfaccettature della personalità di un individuo se preso singolarmente, di una comunità se si ingrandisce lo spettro.

In un essere umano sono presenti senza dubbio impulsi positivi e negativi, e la duplicità è normale ed innegabile in chiunque. Creando Twin Peaks e tutti i suoi personaggi, Lynch ha reso visibile la lotta che caratterizza la formazione di una personalità, a momenti spinta verso la migliore versione di sé, mentre in altri verso la peggiore. La cosa fondamentale è riconoscere l’imperfezione dell’essere umano ed accettarla per quello che è, cercando di migliorarla sempre di più.

Se allarghiamo il raggio, entra in gioco l’idea stessa di America che tutti abbiamo, anche gli statunitensi stessi. Quasi una sorta di prodotto commerciale, una bambola bellissima e senza difetti, sempre sorridente. Tutta questa perfezione morale ed estetica è solo un involucro, per nascondere tutto quello che di malato e sbagliato c’è dentro.

Paradossalmente non è difficile riconoscersi in una storia come quella di Twin Peaks perché, nonostante l’assurdità e il nonsense che la caratterizzano, è molto più vicina alla realtà di quanto si possa credere. Ed è forse proprio questo che la rende anche così tanto inquietante. È chiaro però che questa affermazione deve essere considerata nelle giuste misure: un’opera di finzione -soprattutto un lavoro di Lynch- non deve necessariamente essere realistica per raccontare un tema reale. In ambito di produzione artistica e culturale è permesso sfruttare stratagemmi e molto altro per non parlare in modo diretto e palese di un argomento: è proprio ciò su cui si fonda, altrimenti si ridurrebbe ad un mero riportare informazioni. Lynch sceglie di rappresentare questo mondo attraverso un espressionismo esaltato, a tratti quasi barocco, e sta a noi poi decifrarlo.

Questo tuttavia è solo uno degli innumerevoli lati di Twin Peaks forse non è nemmeno possibile individuarli tutti. Nonostante ciò, ci si può riconoscere in tutti quei piccoli dettagli che alle volte possono sembrare anche insignificanti -come l’ossessione per il damn good coffee dell’agente Cooper- che vanno a comporre la vita e personalità di una società.

Immagino dunque che ci rincontreremo tutti prima o poi a Twin Peaks.

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By |2017-05-26T13:51:21+00:00maggio 26th, 2017|Recensioni|0 Comments

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