I social network hanno acquisito nel tempo una tale rilevanza da costituire per molti la principale fonte di informazione, se non l’unica. Al contempo, la modalità di fruizione delle notizie si è fatta sempre più rapida e superficiale e difficilmente è possibile scorgere una via di fuga dall’inquinamento cognitivo in cui ci si trova immersi. 

Alla luce di questo nuovo panorama mediatico è importante chiedersi quale sia l’influsso che questi ambienti digitali esercitano sulla nostra psiche e sul modo che abbiamo di rapportarci con gli altri e con il mondo. Soprattutto, occorre domandarsi come sia possibile che da dieci anni a questa parte la nostra percezione della realtà sia diventata sempre più parziale, frammentaria e condizionata più da nostre idee che da fatti. 

La realtà è soltanto una delle possibili narrazioni, a cui non tutti credono necessariamente. In questa pluralità di punti di vista, una voce in particolare è emersa di recente sulle piattaforme mainstream, affermandosi come una rivelazione per tutti coloro che sono alla ricerca di una risposta soddisfacente e in grado di ricondurre a un ordine il caos della vita contemporanea. Questa voce è quella di Q.

1. Notizie di Q

QAnon è un termine che comprende una serie di teorie del complotto, in costante aumento, che sostengono senza alcun fondamento che il mondo sia governato da una congrega di pedofili satanisti che tramano contro il presidente Trump. Quest’ultimo sarebbe stato ingaggiato dai militari per la presidenza degli Stati Uniti al fine di ribaltare questo complotto criminale e sconfiggere il deep state.

Il termine deep state si riferisce sostanzialmente a uno stato nello stato: una sorta di governo invisibile costituito da una rete di potenti che opera indisturbato alle spalle delle istituzioni democraticamente elette. Tra i membri di questa élite di pedofili satanisti ci sarebbero, sempre stando a ciò che sostengono i seguaci di QAnon, diverse personalità di rilievo del Partito Democratico, tra cui Hillary Clinton e Barack Obama, e filantropi miliardari come George Soros e Bill Gates. Il quadro si completa con un consistente numero di celebrità, tra cui ricordiamo Oprah Winfrey, Tom Hanks, Ellen DeGeneres, fino ad arrivare a eminenti personaggi religiosi come Papa Francesco e il Dalai Lama (Roose, 2020).

A monte della diffusione delle teorie del complotto vi sarebbe un anonimo funzionario dell’intelligence in possesso di informazioni riservate riguardanti la guerra di Trump contro la global cabal e che ha agito sui canali digitali, dapprima 4chan e poi su 8chan, sotto lo pseudonimo di “Q Clearance Patriot”.

 

mappa di q

“La mappa di Q” – fonte: The Vault of Culture

 

2. Alle radici di QAnon: il Pizzagate

Le origini del movimento legato a Q sono relativamente recenti, poiché risalgono all’autunno del 2017. Prima di approfondire, è necessario fare un passo indietro nel tempo per definire il contesto in cui Q ha trovato terreno fertile su cui innestare il suo progetto.

Circa un anno prima, nel dicembre del 2016, Edgar Maddison Welch, uomo profondamente religioso e padre di due figli, parte dal North Carolina per dirigersi verso una pizzeria per famiglie situata in un quartiere a nord-ovest di Washington D.C., con l’obiettivo di accertare un presunto giro di prostituzione minorile. L’uomo porta con sé tre armi cariche di munizioni.

Una volta raggiunto il locale di proprietà di James Alefantis, il Comet Ping Pong, Welch con la minaccia di un fucile si impone con prepotenza e cerca il seminterrato in cui avrebbe luogo il traffico di minori. Aperta la porta, non trova però nulla di ciò che si aspettava. Successivamente, Welch confessa in un’intervista al New York Times che le informazioni in suo possesso non erano sicure al cento per cento. Esattamente di quali informazioni parlava Welch? 

Due mesi prima, nell’ottobre del 2016, WikiLeaks aveva diffuso una serie di email private di John Podesta, direttore della campagna elettorale di Hillary Clinton: un hackeraggio che poco tempo dopo si scoprirà essere stata opera dei servizi di intelligence russi. Nel contesto del dibattito pre-elezioni queste email avevano fatto molto scalpore, in particolare i contenuti sui rapporti che Hillary Clinton intratteneva con grandi istituzioni finanziarie di Wall Street, come Goldman Sachs. Da questa corrispondenza si evidenziavano infatti le gravi contraddizioni della candidata democratica, che l’avrebbero poi svantaggiata in sede di voto (Stein, 2016). 

Contestualmente, la presenza di email private di John Podesta al proprietario della già citata pizzeria Comet Ping Pong, con riferimenti a cibi quali «pizza» e «hot-dog», ha indotto svariate persone a ipotizzare in loro interventi sul web che tali termini celassero in realtà un oscuro traffico di prostituzione minorile, assimilando queste parole a un codice cifrato. Questa ipotesi venne formulata e ampliata su forum online come Reddit e in particolare su subreddit come /r/The_Donald e /r/pizzagate e da lì diffusa su altri canali dell’alt-right statunitense, tra cui InfoWars di Alex Jones, sito web ben noto per le sue fake news, nonché da personalità di rilievo, come Mike Cernovich e Michael G. Flynn, figlio del primo National Security Advisor di Trump rimasto in carica solo 22 giorni (Wendling, 2016).

comet ping pong

Il Comet Ping Pong di James Alefantis a Washington D.C.

Il Pizzagate in breve tempo viene screditato in quanto insussistente, ma il messaggio di fondo, quello che una congrega di potenti stia abusando di bambini rimanendo impunita, sarà di lì a poco nuovamente ripreso e integrato da altre «fantasticherie di complotto» – come preferisce definirle Wu Ming 1 nella sua inchiesta su Internazionale.

 

3. La quiete prima della tempesta

In ordine di tempo un anno dopo, la sera del 5 ottobre 2017 – non molto prima che Q faccia la sua prima apparizione – nel corso di un ricevimento alla Casa Bianca con i maggiori esponenti dell’esercito, durante la foto di rito, il presidente Donald Trump si rivolge a una folta schiera di giornalisti ed esordisce con la frase: «You guys know what this represents? Maybe it’s the calm before the storm». Alla richiesta di una giornalista di spiegare meglio quale fosse la tempesta, un Trump sibillino replica: «You’ll find out».

Questa frase ripresa da tutte le testate nazionali infonde nel Paese una motivata preoccupazione, poiché proprio in quei giorni lo stesso Trump minacciava di revocare l’accordo con l’Iran sul nucleare e di ripristinare le sanzioni USA contro Teheran.

Il 28 ottobre 2017 un utente anonimo che si firma Q – il presunto funzionario di stato di cui l’identità è ancora ignota – pubblica sulla piattaforma 4chan un post in cui si annuncia l’imminente arresto di Hillary Clinton

HRC extradition already in motion effective yesterday with several countries in case of cross border run. Passport approved to be flagged effective 10/30 @ 12:01am. Expect massive riots organized in defiance and others fleeing the US to occur. US M’s will conduct the operation while NG activated. Proof check: Locate a NG member and ask if activated for duty 10/30 across most major cities. (LaFrance, 2020)

L’evento non ha corso, poiché privo di qualsiasi fondamento, ma questo non impedisce a Q di continuare a diffondere false previsioni e messaggi criptici a cui sempre più persone iniziano a prestare attenzione.

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Un altro post pubblicato da Q su 4chan quello stesso giorno – fonte: Vox

 

4. Un gioco interattivo o una religione?

Qualunque sia l’identità di Q, è più rilevante capire come questa «fantasticheria di complotto» sia diventata così popolare e verosimilmente il motivo è da ricercarsi proprio nell’impostazione dei suoi post, i Qdrops o Qcrumbs.

I post (o “drop”, gocce) contengono “briciole” d’intelligence che i seguaci trasformano in “prove”. Per queste persone QAnon è sia un passatempo divertente sia una missione estremamente seria. È una sorta di caccia al tesoro partecipativa, con una posta in gioco incredibilmente alta e una comunità di sostenitori pronta per l’uso. (Wong, 2020)

Se ci allontaniamo dal personaggio e dai suoi codici cifrati, vediamo infatti che il mondo descritto da Q non si esaurisce nelle sue parole. Al contrario, l’universo di QAnon è perennemente ampliato e trasformato dai seguaci di Q che, incontrandosi su forum online, contribuiscono personalmente alla costruzione di questa narrazione. Infatti QAnon è un movimento profondamente partecipativo le cui dinamiche si avvicinano a quelle dei massively multiplayer online role play games, in cui i partecipanti sono invitati a co-creare un tipo di realtà condivisa dove si trovano personaggi ricorrenti, narrazioni in continuo mutamento e labirintiche ricerche per dare soluzioni a innumerevoli enigmi.

Un altro dei punti interessanti di QAnon è che sembra configurarsi progressivamente come una chiesa, a tal punto che i seguaci vengono chiamati a diffondere il verbo attraverso quello che loro chiamano il red pilling, espressione coniata dal celebre film Matrix. Inoltre, il fervore pseudo-religioso porta alla condivisa credenza che la guerra contro il deep state culminerà con un nuovo ordine mondiale.

Il giorno in cui scatenerà la Tempesta, Trump oscurerà ogni mezzo d’informazione mainstream – tv, radio, siti di giornali – e parlerà alla nazione tramite il Sistema di trasmissione d’emergenza (Ebs), progettato per raggiungere i cittadini in caso di guerre, calamità o altri eventi straordinari. E cosa dirà agli americani? Annuncerà il Grande risveglio, la costruzione di una nuova società comandata da lui e dai militari. (Wu Ming 1, 2020)

 

5. La tana del coniglio

Il contesto mediale contemporaneo non è dunque territorio esente da pericoli. A una crescente disinformazione, fenomeno sempre più in aumento negli ultimi anni, si affianca una politica di discredito condotta da Trump contro le principali testate di informazione. In particolare, il Presidente con il suo atteggiamento tende a favorire la diffusione di fake news: ne è un esempio calzante quanto da lui dichiarato in merito alla gestione delle problematiche dell’epidemia da Coronavirus.

Come se non bastasse, sempre più persone sono spinte a ricercare notizie e informazioni da fonti alternative. Di per sé questo non rappresenterebbe un problema, ma talvolta può indurre a fare completo affidamento a canali o testate online che pubblicano informazioni parziali e inesatte o intenzionalmente false.

Nonostante le fantasie di QAnon siano partite da forum di nicchia, sono ben presto approdate su piattaforme più popolari guadagnando così un pubblico più vasto. In un primo momento, Facebook e YouTube hanno fatto ben poco per frenare la diffusione di fake news e solo di recente hanno introdotto delle misure per contrastare la propagazione di teorie legate all’universo di QAnon.

Alcune modifiche apportate da Facebook dopo le presidenziali del 2016 dovevano contrastare l’avanzata del crescente flusso di disinformazione. Tuttavia, l’intervento all’algoritmo del News Feed di Facebook si è dimostrato essere uno dei principali fattori che ha contribuito alla nascita di una vera e propria comunità QAnon. Sul social network fondato da Mark Zuckerberg si possono trovare infatti migliaia di gruppi che condividono le ultime informazioni di QAnon. 

Ne risulta un paradosso: l’algoritmo aggiornato del News Feed invece di contrastare lo spread of disinformation, dando valore a quelle che l’azienda definiva meaningful interactions, ha finito per consolidare quegli stessi gruppi che fanno della disinformazione il loro nucleo.

Qualcosa di simile è accaduto anche con YouTube. Gli utenti partendo dalla visione di contenuti neutri, come possono essere ricette di cucina o canzoni country, sono stati attratti dalla comparsa nella sezione suggerimenti di video che parlavano di QAnon. Questo fenomeno viene chiamato rabbit hole – dall’espressione inglese going down the rabbit hole – ed è ampiamente analizzato da Kevin Roose, editorialista tecnologico del New York Times, nell’omonimo podcast. Secondo gli esperti, i suggerimenti di YouTube porterebbero gli utenti a essere attratti da contenuti sempre più estremi e radicali

Come ha osservato un articolo del New York Times del 2018, stiamo assistendo a uno «sfruttamento computazionale» di un desiderio prettamente umano: quello di scavare sempre più in profondità argomenti che ci coinvolgono (Tufekci, 2018). In ogni caso, l’obiettivo di fondo di queste piattaforme rimane sostanzialmente quello di attirare sempre più utenti, farli rimanere più a lungo sulle loro piattaforme e proporre loro una quantità sempre maggiore di pubblicità.

 

6. Conclusioni

Quella di QAnon è una trappola in cui tutti possono cadere. La pandemia da Coronavirus ha reso evidente come sia estremamente facile rimanere incastrati nel rabbit hole

Questa «fantasticheria del complotto» ha guadagnato sempre più popolarità, al punto da essere presa in considerazione in speciali dibattiti giornalistici e televisivi di importanti emittenti americane, nonché citata dal presidente Trump e infine strumentalizzata da candidati repubblicani in lizza per le elezioni USA del 2020 – quali Marjorie Taylor Greene, definita da Trump in un tweet «the future Republican Star», e Lauren Boebert, nota proprietaria di un ristorante a cui si può accedere tranquillamente armati.

La pericolosità intrinseca al movimento QAnon non può essere sottovalutata. Tra il 2018 e il 2019, diversi aderenti di queste «fantasticherie del complotto» sono stati accusati di atti di violenza – tra cui tentati rapimenti e omicidi – e altri atti criminali, al punto che il Federal Bureau of Investigation (FBI) ha classificato QAnon e altre teorie del complotto come domestic terror threat, cioè una «minaccia terroristica interna» (Dodson, 2019).

Dal 2018 a oggi credenti in QAnon hanno commesso omicidi a New York e a Seattle, appiccato due incendi dolosi di cui uno gigantesco in California, devastato una chiesa in Arizona, tentato un sequestro di persona in Colorado… […] Queste persone si sono radicalizzate online e hanno agito da sole, senza un’organizzazione. E se gli episodi di azione diretta sono tutto sommato ancora pochi, è solo perché la retorica della setta è basata sulla delega. QAnon esorta ad “avere fiducia nel piano” […] La Tempesta arriverà e vivremo il Grande risveglio. (Wu Ming 1, 2020)

 

Appendice legislativa – FOSTA-SESTA e EARN IT
Un contributo di Eleonora Polacchini

 

Se le fantasie di QAnon sono state strumentalizzate da politici repubblicani solo recentemente, già da alcuni anni il panorama legislativo statunitense si occupa di temi come il traffico umano e la pedopornografia supportando teorie ed argomentazioni vagamente complottistiche. Le leggi che puntano a regolare questi fenomeni hanno, in apparenza casualmente, forti ripercussioni in altri contesti legati alla tecnologia come il sex work e la privacy.

 

7. FOSTA-SESTA e il sex work 

FOSTA-SESTA, per esteso Allow States and Victims to Fight Online Sex Trafficking Act (FOSTA) e Stop Enabling Sex Traffickers Act (SESTA), è un pacchetto di leggi approvato dal Presidente Trump nell’Aprile 2018 e creato con l’intento di limitare i fenomeni di traffico sessuale online.

Queste leggi puntano a criminalizzare piattaforme online, siti web e compagnie di site hosting, che rendono le pagine web accessibili agli utenti da internet tramite server che le ospitano, nel caso in cui facilitino intenzionalmente il traffico sessuale. Tuttavia, la formulazione vaga dei testi di legge non specifica in quali casi le piattaforme coinvolte in operazioni di sex trade possano essere considerate responsabili di promuovere o di ospitare contenuti relativi alla sex industry ritenuti illegali. Questo significa che, nonostante singoli sex worker non siano il target diretto di FOSTA-SESTA, i siti tramite i quali si vendono o pubblicizzano servizi sessuali dall’Aprile 2018 possono essere molto più facilmente chiamati in causa per istigazione o promozione della prostituzione, sia essa consensuale o non. (Survivors Against Sesta, 2019). Dal punto di vista legale, infatti, la prostituzione negli Stati Uniti è proibita in ogni stato, tranne che in alcune zone del Nevada, per ogni parte contraente o facilitante. (Bazelon, 2008)

Purtroppo questi non sono gli unici effetti collaterali delle leggi in questione, criticati sia da organizzazioni per la libertà di parola che da gruppi di sex worker negli Stati Uniti e nel mondo. Fra questi HackingHustling, un collettivo indipendente di sex worker e alleati che monitora le ripercussioni di FOSTA-SESTA e altri disegni di legge al crocevia fra tecnologia e sex work.

In un report intitolato ‘Erased’, membri del collettivo affermano che FOSTA-SESTA non sembri limitare i fenomeni di traffico e sfruttamento sessuale online. Al contrario, sembra che renda ancora più difficile per le autorità incaricate di riconoscere ed eliminare tali fenomeni, oltre a limitare le possibilità di sex worker di creare reti di supporto e piattaforme online per pubblicizzare i loro servizi e mantenere una stabilità economica tramite il sex work (Blunt & Wolf, 2020).

 

8. EARN IT e la crittografia 

EARN IT Act, per esteso Eliminating Abusive and Rampant Neglect of Interactive Technologies Act of 2020, è invece una recente proposta di legge del senato USA che, se approvata, potrebbe cambiare radicalmente il modo in cui vengono regolamentate sicurezza e privacy online. Con l’intento di prevenire la diffusione di materiale pedopornografico o relativo ad abusi su minori, EARN IT incentiva le piattaforme a sorvegliare qualsiasi utente coinvolto nella commercializzazione sessuale online e ostacola l’utilizzo di crittografia end-to-end nelle comunicazioni.

Come nel caso di FOSTA-SESTA, questa legge vuole arginare fenomeni di pedopornografia e traffico sessuale espandendo la responsabilità dei privati, cioè delle piattaforme online che ospitano i contenuti, di controllare ed eventualmente censurare i contenuti inappropriati che gli utenti potrebbero scrivere, senza considerare le implicazioni di queste restrizioni.  Disegni di legge di questo genere, infatti, coinvolgono in maniera generalizzata tutte le interazioni online indipendentemente dal proposito e minano la libertà e i diritti umani e digitali degli utenti con il pretesto di garantire maggiore sicurezza (HackingHustling, 2020).

L’obiettivo finale di EARN IT è quello di eliminare completamente la crittografia online: anche William Barr, procuratore generale a capo della commissione governativa che questa legge andrebbe a creare, ha affermato di voler vietare l’uso della crittografia e garantire alle forze dell’ordine accesso legale qualsiasi messaggio inviato online per poterlo esaminare (Mullin, 2020).

 

9. Conclusioni

Sia FOSTA-SESTA che EARN IT sembrano quindi essere state create sulla base di una premessa, cioè quella di ridurre crimini sessuali online, senza tenere conto dei contesti e delle esperienze reali di chi ha subito queste tipologie di abusi. 

Al contrario, chi ha scritto queste leggi ha escluso completamente le voci di chi ne subisce maggiormente le conseguenze: non solo sex workers e survivors di abusi, ma anche giornalisti e utenti internazionali, o più semplicemente chiunque voglia esercitare la propria libertà di parola online, comunicando opinioni o esperienze personali (HackingHustling, 2020).

Tale premessa, quindi, vuole nascondere intenti ben diversi: da una parte potenziali violazioni della privacy a causa di EARN it, dall’altra effetti collaterali ritenuti superficiali, come le limitazioni e le perdite nell’ambito del sex work causate da FOSTA-SESTA. 

 

10. Riferimenti

Dodson, Marianne. “FBI Labels Fringe Conspiracy Theories as Domestic Terrorism Threat”. In The Daily Beast. Aug 1, 2019. Web. https://www.thedailybeast.com/fbi-warns-against-qanon-pizzagate-in-report-highlighting-dangers-of-fringe-conspiracy-theories 

LaFrance, Adrienne. “The Prophecies of Q. American Conspiracy Theories Are Entering a Dangerous New Phase”. In The Atlantic. May 14, 2020. Web. https://www.theatlantic.com/magazine/archive/2020/06/qanon-nothing-can-stop-what-is-coming/610567/ 

Roose, Kevin. “What is QAnon, the Conspiracy Swarm?”. In The New York Times. Aug 19, 2020.

Stein, Jeff. “What 20,000 Pages of Hacked WikiLeaks E-mails Teach Us About Hillary Clinton”. In Vox. Oct 20, 2016. https://www.vox.com/policy-and-politics/2016/10/20/13308108/wikileaks-podesta-hillary-clinton 

Tufekci, Zeynep. “YouTube, the Great Radicalizer”. In The New York Times. Mar 10, 2020.

Wendling, Mike. “The Saga of ‘Pizzagate’. The Fake Story that Shows How Conspiracy Theories Spread”. In BBC Trending. Dec 2, 2016. Web. https://www.bbc.com/news/blogs-trending-38156985 

Wong, Julia Carrie. “QAnon, la teoria più amata dai complottisti americani”. In Internazionale. Aug 28, 2020. Web. https://www.internazionale.it/notizie/julia-carrie-wong/2020/08/28/qanon-teoria-complotto

Wu Ming 1. “Il mondo di QAnon: come entrarci, perché uscirne. Prima parte”. In Internazionale. Sep 2, 2020. Web. https://www.internazionale.it/reportage/wu-ming-1/2020/09/02/mondo-qanon-prima-parte 

Wu Ming 1. “Il mondo di QAnon: come entrarci, perché uscirne. Seconda parte”. In Internazionale. Sep 18, 2020. Web. https://www.internazionale.it/opinione/wu-ming-1/2020/09/18/mondo-qanon-seconda-parte 

 

https://hackinghustling.org/earn-it-act/

https://hackinghustling.org/what-is-sesta-fosta/

https://survivorsagainstsesta.org/the-impact-of-sesta-fosta/

Bazelon, Emily. “Why Is Prostitution Illegal?”. In Slate, Mar 10, 2008. https://slate.com/news-and-politics/2008/03/why-is-prostitution-illegal.html

Blunt, Danielle & Wolf, Ariel. Erased. “The Impact of FOSTA-SESTA and the Removal of Backpage”. In HackingHustling, Feb 2020. Web https://hackinghustling.org/wp-content/uploads/2020/02/Erased_Updated.pdf

Mullin, Joe. “The EARN IT Bill Is the Government’s Plan to Scan Every Message Online”. In Electronic Frontier Foundation, Mar 12, 2020. Web https://www.eff.org/deeplinks/2020/03/earn-it-bill-governments-not-so-secret-plan-scan-every-message-online