Dunkirk: frastuono, giovinezza e banalità del male6 min read

Ginevra Bianchini recensisce il film Dunkirk di Christopher Nolan, con una particolare attenzione all’utilizzo del suono, alla simbologia cinematografica e agli elementi di cultura inglese che emergono attraverso la rappresentazione dei personaggi.

Time present and time past
Are both perhaps present in time future,
And time future contained in time past.
(T.S. Eliot, Four Quartets)

L’incipit di Burnt Norton, il primo dei Four Quartets di T.S. Eliot, esplica perfettamente quella che è la successione temporale di Dunkirk, l’ultima grande produzione del regista britannico Christopher Nolan. Articolato su tre diverse scale temporali (The Mole, The Sea, The Air), che si intrecciano tra loro costantemente fino a ricongiungersi tutte al termine della storia, il film racconta magistralmente il tentativo di fuga delle truppe inglesi dalla spiaggia di Dunkerque, in Francia, nel 1940.

Nolan riesce a rendere il senso di angoscia dei soldati e a dare un ritmo incalzante alla storia con un montaggio perfettamente incastrato delle tre linee temporali, ma soprattutto con il supporto della colonna sonora di Hans Zimmer basata su un costante ticchettio di orologio in sottofondo che accompagna la musica dell’orchestra, dando l’illusione che stia aumentando sempre più l’andamento e il tono della melodia. Zimmer infatti si è basato sullo Shepard tone per creare questo tipo di illusione musicale, che porta avanti il film in un intenso crescendo, e  lo spettatore è a sua volta coinvolto fino a sentirsi partecipe della vicenda stessa (Vox, The sound illusion that makes Dunkirk so intense).

dunquerke dunkirk nolan canadausa.netIl regista non ricorre all’utilizzo di immagini tendenti al gore e all’orrifico in quanto queste, nonostante senza dubbio appartengano alla guerra, spesso appesantiscono il concetto in forma cinematografica e spingono piuttosto lo spettatore medio a distogliere lo sguardo. Grazie anche all’assenza di tecniche CGI, il regista è comunque riuscito a rendere in modo fedele la riproduzione di questo evento così disastroso ed estenuante per chi lo ha vissuto.  Allo stesso tempo, proporre sul grande schermo Dunkerque oggi significa cercare di riportare in superficie l’immagine di unità e patriottismo di un popolo inglese oggi tutt’altro che unito, a seguito della Brexit. Diviso al suo interno da correnti politiche opposte, nel Regno Unito spiccano sempre più evidenti le tendenze separatiste e isolazioniste di odore tacheriano.

Contrapposto a questa musica assordante, al suono delle bombe e degli aerei inglesi e tedeschi che combattono, c’è invece il silenzio quasi assoluto dei soldati e degli altri personaggi della storia. Raramente i protagonisti parlano tra loro e quando succede è per scambiarsi solo poche parole, spesso nemmeno confortanti. In guerra le parole non bastano per descrivere o parlare di quello che si sta vivendo: la comunicazione verbale è ridotta al minimo e i personaggi parlano attraverso costanti sguardi che esprimono perfettamente i loro pensieri e la loro stessa natura di persona, che sia buona o cattiva.

fionn whitehead dunkirk canadausa.net

Fionn Whitehead.

Il personaggio che è seguito con maggiore costanza attraverso tutto il film, il primo che incontriamo e l’ultimo che vediamo, è Tommy, interpretato dall’esordiente Fionn Whitehead. Il nome del protagonista non è casuale, infatti ‘Tommy Atkins’ o solamente ‘Tommy’ è, in slang britannico, il termine utilizzato per indicare il soldato semplice inglese. Questo ragazzo sta dunque a simboleggiare ogni soldato semplice che si è trovato nella spiaggia durante quella battaglia, giovane, disarmato, spaventato e con un solo unico desiderio: sopravvivere. Non avendo alcun luogo dove nascondersi sia sulla spiaggia, ma anche purtroppo sulle navi, questi giovani soldati avevano poche possibilità di salvarsi dai bombardamenti aerei costanti dei tedeschi. In tal modo, non solo in questa battaglia, ma in generale durante la Seconda Guerra Mondiale, sono state quasi dimezzate intere generazioni di giovani uomini costretti a combattere senza però avere la necessaria esperienza, sia di vita che militare per poter sostenere un’esperienza del genere.

Nell’immaginario comune, il soldato medio spesso viene idealizzato nelle fattezze di un uomo esperto e anche ben oltre l’età post-adolescenziale. Purtroppo però la verità è che più della metà dell’esercito era composta da ventenni con nessuna o scarsa esperienza in campo militare, che non sapevano difendersi e si trovavano là semplicemente perché erano di sesso maschile e considerati maggiorenni. Nolan ci mostra questa verità scottante della guerra, prendendo nel cast attori che hanno effettivamente l’età anagrafica di quello che sarebbe stato un soldato comune inglese tra i diciannove e venticinque anni.

Tom Glynn-Carney Cillian Murphy dunkirk canadausa.net

Da sinistra: Tom Glynn-Carney e Cillian Murphy.

Insieme a Tommy, l’altro personaggio maggiormente simbolico del film è quello interpretato da Cillian Murphy, Shivering Soldier, il cui nome stesso è un chiarissimo omen di quello che rappresenta. Trovato disperso in mare da un gruppo di civili mandati con l’operazione Dynamo a recuperare i soldati a Dunkerque insieme alle navi militari, il personaggio di Murphy rivela molto presto di essere affetto da stress post-traumatico, un disturbo molto comune nei soldati sopravvissuti. Preso da un attacco di panico, quando realizza che la nave da cui è stato salvato si sta dirigendo verso Dunkerque, uccide per sbaglio uno dei due giovani sulla barca senza quasi rendersene conto da quanto è stordito per il trauma appena subito. Quando il ragazzo muore, gli altri due personaggi coinvolti nella scena decidono di non incolparlo della morte, realizzando quanto l’uomo sia già fortemente danneggiato psicologicamente, e che quindi un omicidio involontario -di un giovane inglese per di più- lo porterebbe ad una condizione di stress ancora più forte.

Harry Styles, Aneurin Barnard e Fionn Whitehead dunkirk canadausa.net

Da sinistra: Harry Styles, Aneurin Barnard e Fionn Whitehead.

Questo male involontario viene quindi perdonato, insieme anche ad una serie di altri comportamenti poco ortodossi, violenti ed egoistici di personaggi al di là dello Shivering Soldier di Murphy. In guerra e soprattutto durante una fuga, una ritirata, l’unico pensiero nella mente di chiunque è di salvare la propria vita, magari anche a discapito di qualcun altro. Chiaramente questo pardon delle azioni dei personaggi non viene giustificato, ma viene dimostrato come tristemente necessario per la sopravvivenza e il successivo reinserimento in società dei soldati, colpevoli di azioni malevole anche molto banali volte ad una egoistica sopravvivenza del singolo. Gli unici due personaggi che peccano meno di egoismo sono Tommy e Gibson -il soldato francese spacciatosi per inglese-, inquadrati spesso insieme, seduti accanto e quasi sempre in disparte rispetto agli altri soldati, probabilmente per sottolineare il fatto che sono diversi dagli altri e anche più prettamente simbolici.

Una scena tecnicamente perfetta e che sta a dimostrazione del coinvolgimento emotivo e -paradossalmente- anche fisico di questo film, è una delle prime sequenze, quando Tommy viene inquadrato di fronte mentre corre verso la spiaggia e apparentemente verso lo spettatore: lo spinge a voler correre verso di lui, per poterlo aiutare, abbracciare e soccorrere durante questa disperata fuga verso casa. Nolan ha ripreso il tema del film di guerra, caduto in disuso negli ultimi anni, attualizzando la tipologia di genere con uno stile cinematografico moderno, ma al tempo stesso rimanendo fedele e alludendo ai grandi classici di guerra della cinematografia degli anni ’50/’60.

 

Tutte le immagini presenti in questo articolo sono sotto copyright di © 2017 warner bros. entertainment inc. – tutti i diritti riservati.

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By | 2017-09-08T12:06:11+00:00 settembre 8th, 2017|Recensioni|0 Comments

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